
Novella di mezzi pubblici, sto osservando il popolo underground nelle diverse fasce della giornata. Allora, la mattina prestissimo, tra le 5 e le 6, operai, donne di ogni parte del mondo, gente che cmq sembra in forma e positiva, pronta alla fatica giornaliera. Tra le 7 e le 8, la cosiddetta gente "normale", studenti, impiegati, liberi professionisti, persone vestite bene e con l'espressione equilibrata, a proprio agio, stanno andando a scuola o al lavoro e basta, col mezzo più comodo, la Metro appunto. Gente normale su un mezzo normale. Durante il resto della giornata invece cambia tutto, cambiano gli sguardi, tutti sembrano più tristi e trasportati contro la loro volontà, vanno, ma non è chiaro dove, nemmeno a loro. Dopo le 18 è la folla consumata e stanca, e sono tutti mischiati. Quello che mi colpisce sono gli sguardi fissi, e quello che sto notando sempre di più sono gli occhi lucidi, se non le lacrime trattenute o libere se sale un violinista e comincia a suonare. Ecco, i violinisti sulla Metro, non ci dovrebbero stare, potrebbero mettersi almeno fuori? Potrebbero mettersi in un altro posto qualunque un po' più allegro? Mica per niente si dice "violino straziante".
NO, il violino sulla Metro NO! La gente stanno male!